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Giacomo Rabaglia

Ultimi Commenti

Benvenuti ancora in allestimento quindi abbiate pazienza e a breve vdrete pubblicati i primi contenuti.Questo sito è nato un pò per scherzo e raccoglie alcune delle mie passioni.
Al momento sto ancora elaborando su quella che dovrà essere la linea guida del sito e per ora lo uso come sfogo per fare esperimenti e archiviare dei contenuti.Visto che la cosa la posso fare solo nel mio tempo libero non so quanto ci vorrà prima che sia pronto ma non penso tantissimo. ;-)


Blog di Beppe Grillo  Thu, 14 Dec 2017 15:23:09 +0100
  • Lotta al riciclaggio: Parlamento europeo approva la nostra proposta 

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    di Ignazio Corrao, Efdd - MoVimento 5 Stelle Europa

    Finalmente si fa sul serio nella lotta alla criminalità organizzata. La Commissione Libertà Civili, Giustizia e Affari Interni ha approvato quasi all'unanimità il nostro rapporto sulla lotta al riciclaggio. Questo provvedimento è particolarmente importante per facilitare la cooperazione penale in Europa e contrastare le attività transfrontaliere delle organizzazioni criminali. Il riciclaggio del denaro sporco nelle economie legali dei diversi Stati membri dell'Unione europea è un fatto che testimonia la nuova pelle delle mafie. Quindi servono regole nuove e più efficaci per combatterle.

    Altra regola d'oro che abbiamo inserito nel testo è quella che la detenzione non può essere la sola sanzione. Infatti è previsto anche il divieto di candidarsi alle cariche elettive per i condannati per riciclaggio e si estende la confisca ai familiari dei criminali che sono deceduti nel corso del processo per assicurare che gli eredi non possano godere dei proventi dei reati.

    Abbiamo applicato alla lettera gli insegnamenti di Giovanni Falcone che diceva: "segui i soldi e troverai la criminalità organizzata". Così abbiamo fatto. Le organizzazioni criminali vanno sradicate nella loro fonte di finanziamento che è la loro risorsa più preziosa. Siamo orgogliosi doppiamente anche perché questo provvedimento così delicato è stato discusso e votato insieme ai cittadini nella piattaforma Rousseau.

    L'obiettivo perseguito dalla proposta di direttiva è:

    1) stabilire norme minime relative alla definizione dei reati e delle sanzioni inerenti al riciclaggio di denaro.
    2) eliminare gli ostacoli alla cooperazione giudiziaria e di polizia a livello transfrontaliero introducendo disposizioni comuni al fine di migliorare l'indagine sui reati connessi al riciclaggio di denaro.
    3) allineare le norme dell'UE agli obblighi internazionali, in particolare quelli derivanti dalla Convenzione del Consiglio d'Europa sul riciclaggio, la ricerca, il sequestro e la confisca dei proventi di reato e sul finanziamento del terrorismo.
    4) rafforzamento della confisca che viene permessa anche in assenza di condanna definitiva dei proventi delle attività criminali in caso di morte dell'accusato per evitare che questi passino agli eredi.

    Adesso inizieranno i negoziati con Commissione e Consiglio per trasformare questo impegno in certezza".


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  • Buon Natale, ministro Calenda 

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    di Davide Casaleggio

    Il ministro Calenda ha criticato l'appello di Luigi Di Maio ad approvare la legge sulle chiusure festive (votata anche da partiti presenti nel suo stesso governo) dicendo che così si fa un regalo ad Amazon. È una visione molto semplicistica e inadeguata a comprendere il fenomeno. Non si può essere esperti di tutto.

    La crisi della vendita al dettaglio è un fatto. Ed è vero che, come spiega un?analisi dell?Ufficio Economico Confesercenti, dal 2010 al 2016 il settore del retail italiano ha registrato una diminuzione delle vendite di circa 7,7 miliardi di euro. Oltre alla crisi sicuramente influisce la crescita continua dell'e-commerce che in Italia è da anni a doppia cifra (del 10% tra il 2015 e il 2016), nonostante i numeri reali siano ancora molto bassi rispetto alla grandi economie mondiali. La soluzione per le imprese però, come segnalano i veri esperti del settore, non è far lavorare i negozianti o i dipendenti dei centri commerciali durante le feste o 24 ore su 24 7 giorni su 7 come può fare solo un sito di commercio elettronico, ma "l'ibridazione". Ossia combinare online e offline, click e mattoni, velocità e qualità. Questo vale sia per i piccoli che per i grandi. Pensate che anche Amazon sta investendo nella creazione di negozi fisici e circa metà del fatturato di Amazon in Italia é proprio delle imprese e dei negozianti italiani che lo usano come piattaforma. Ma forse Calenda non lo sa.

    Inoltre è proprio durante il suo mandato che il retail italiano ha continuato a perdere. Gli unici ad aver guadagnato sono le società della grande distribuzione estera, in particolare francese e tedesca. Fino a quando non si investirà sul serio sull'innovazione e sull'e-commerce, che già oggi é uno dei principali strumenti per i negozianti per ampliare il proprio mercato, anche in uno dei 6 giorni di chiusura all'anno che propone il MoVimento 5 Stelle. Le regole che difende Calenda privilegiano solo la grande distribuzione, in particolare estera, che può permettersi i turni.

    Per quanto riguarda il nostro Paese quindi bisogna investire nella tecnologia e avvicinare le aziende italiane all'e-commerce, magari anche con un sito come Italia.it destinato a questo scopo per far vendere i nostri prodotti in tutto il mondo, come previsto dal programma di governo del MoVimento 5 Stelle. Ma negozianti e lavoratori devono avere il diritto a godersi le feste con la propria famiglia. Di questo dovrebbe occuparsi il ministro dello Sviluppo Economico, non certo della campagna elettorale in tv da Vespa.

    Buon Natale ministro Calenda, lei che può se lo goda con la sua famiglia.


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  • Turismo 2030: L'Italia una Repubblica fondata sulla Bellezza  

    di MoVimento 5 Stelle

    L?Italia è una Repubblica democratica fondata sulla Bellezza. Potrebbe essere questo, entro il 2030, il motto del turismo italiano grazie alla grande e diversificata capacità di attrazione del nostro Paese, se solo si riuscissero a superare alcuni ostacoli del sistema attuale. In primis una visione politica che non punti più alla distruzione del nostro splendido territorio con Grandi Opere inutili e industria fossile, ma che ne valorizzi lo splendido Paesaggio e le specificità, vero ?petrolio? del Belpaese, come previsto nel nostro Programma di Governo Turismo.

    Per tracciare una roadmap verso questo obiettivo abbiamo commissionato lo studio ?Turismo 2030?, realizzato con la collaborazione del professor Domenico De Masi, ed altri undici esperti, che secondo il metodo Delphi, hanno fornito il loro contributo senza essere a conoscenza dell?identità del Committente.

    La ricerca, che diventerà una pubblicazione, sarà al centro del dibattito del convegno che si terrà il prossimo 20 dicembre, dalle ore 9 a Milano.

    Da dove parte l?Italia per arrivare al ?Turismo 2030?? Ecco, in sintesi, la situazione fotografata dallo studio di De Masi. L?Italia è tra i dieci Paesi più visitati al mondo e la meta più desiderata nell'immaginario collettivo degli stranieri. In particolare, in base alla classifica stilata dal World Tourism Barometer (dati 2015), l?Italia si pone al quinto posto con quasi 51 milioni di arrivi dall'estero a cui vanno aggiunti gli oltre 58 milioni di italiani registrati dall?Istat che si sono spostati sul territorio nazionale, per un totale di 109 milioni di turisti. In totale le presenze sul nostro territorio sono state 393 milioni, di cui 193 stranieri e 200 italiani. Tra le città più visitate, Roma con circa 25 milioni di presenze, Milano (11,7 milioni), Venezia (19,2), Firenze (9,1), Torino (3,5) e Napoli (2,9).

    Quanto valgono questi flussi turistici per l?economia nazionale? Secondo il World Travel and Tourism Council, nel 2016, la nostra industria turistica vale 70,2 miliardi di euro (ovvero il 4,2% del Pil) che salgono a 172,8 miliardi di euro (il 10,3% del Pil), se si aggiunge anche tutto l'indotto. Dal punto di vista occupazionale i lavoratori del settore sono circa 2,7 milioni.

    C?è poi un dato particolarmente significativo: l?Italia, pur registrando un numero maggiore di arrivi, guadagna di meno rispetto ad altri Paesi meno visitati. Ad esempio nel 2015 l?Italia con quasi 51 milioni di turisti stranieri ha guadagnato 777 dollari per ogni turista, ben al di sotto del Regno Unito, che invece nello stesso anno ha guadagnato 1323 dollari per turista pur avendo registrato solo 34,4 milioni di turisti o della Germania, con 1054 dollari a turista con 35 milioni di turisti.

    Come siamo attrezzati con le strutture ricettive? Attualmente si contano oltre 2 milioni e 250 mila posti letto, di cui solo 827mila a quattro e cinque stelle, per l?offerta alberghiera e oltre 2,6 milioni di posti letto per quella extra-alberghiera, di cui la metà in campeggi e villaggi turistici.

    Nel 2030 il turismo mondiale interesserà 1,8 miliardi di persone, l?80% in più rispetto al miliardo di turisti del 2013, che hanno speso 1200 miliardi di dollari. La concorrenza tra i Paesi sarà sempre più spietata. Come riuscirà l?Italia a tenere testa agli altri concorrenti? Come cambieranno la domanda e l?offerta e le figure professionali del settore sotto la spinta della digitalizzazione, robotica e intelligenza artificiale? Quali le principali sfide che dobbiamo affrontare sin da ora? Quali le soluzioni per vincerle?

    Proveremo a rispondere a queste cruciali domande al convegno ?Turismo 2030? del prossimo 20 dicembre.

    Qui http://m5s.info/turismo2030 il form per prenotarvi


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  • Fake news Pd sui vitalizi: ecco tutta la verità  

    di Riccardo Fraccaro

    L?abolizione dei vitalizi giace in Senato e il Pd comincia a diffondere delle fake news. Facciamo chiarezza una volta per tutte sui privilegi dei parlamentari raccontando la verità su tutto ciò che è successo, partendo dal principio.

    - A settembre 2013 il M5S presenta una mozione contro le pensioni d?oro. IL PD VOTA CONTRO.
    - Nel 2014 il M5S presenta un ordine del giorno al bilancio della Camera sulle pensioni dei parlamentari. IL PD VOTA CONTRO.
    - Per tentare di salvare le apparenze, il 7 maggio del 2015 il Pd approva una delibera sui vitalizi agli ex parlamentari condannati. Il M5S si oppone perché si tratta di una truffa: viene revocato l?assegno solo a 10 parlamentari su oltre 1.500 e a molti di loro è già stato restituito con tanto di arretrati.
    - Il 20 maggio 2015, in sede di esame delle riforme costituzionali, il M5S presenta un emendamento per abolire i vitalizi. IL PD VOTA CONTRO.
    - Dopo aver bocciato le nostre proposte viene depositata la legge Richetti ma solo come operazione di facciata, infatti il Pd la tiene ferma nei cassetti.
    - Ad agosto 2015 il M5S propone ancora un ordine del giorno al bilancio della Camera sul ricalcolo dei vitalizi ma viene dichiarato INAMMISSIBILE.
    - Ad agosto del 2016 il M5S presenta due ordini del giorno al bilancio sui vitalizi dei parlamentari, chiedendo di applicare gli stessi parametri dei cittadini o almeno di introdurre un tetto agli importi. Entrambi vengono dichiarati INAMMISBILI.
    - Il 22 marzo 2017 il M5S presenta una delibera in Ufficio di Presidenza per applicare la legge Fornero ai parlamentari. IL PD VOTA CONTRO sostenendo che si debba votare in Aula, dove però non arriva nulla.
    - Il 2 aprile di fronte alle telecamere delle Iene il Pd promette di approvarla presto
    - Il 10 maggio il M5S propone di abbinare la proposta di legge Lombardi a quella Richetti. IL PD VOTA CONTRO.
    - Il M5S rinuncia alla quota riservata all?opposizione pur di far arrivare in Aula la legge Richetti.
    - Il 16 maggio si decide che la legge sarà esaminata in Aula il 31 maggio.
    - La legge invece slitta a data da destinarsi perché manca il parere della Ragioneria di Stato.
    - Il 17 luglio il M5S chiede ed ottiene un appuntamento presso la Ragioneria di Stato scoprendo che il parere non viene fornito perché, dopo 20 giorni dalla richiesta, il Parlamento non ha comunicato i dati necessari.
    - Rosato annuncia una proposta risolutiva che non arriva mai e si va in Aula senza il parere della Ragioneria. Il 26 luglio 2017 viene approvata la legge Richetti e va in Senato, dove resta arenata.
    - Il 3 agosto il M5S presenta di nuovo un ordine del giorno al bilancio della Camera sulle pensioni d?oro dei parlamentari ma viene dichiarato INAMMISSIBILE.
    - Il 15 settembre i parlamentari del M5S firmano un impegno formale di rinuncia.
    Il Pd ha fatto e sta facendo di tutto per non approvare l?abolizione definitiva dei vitalizi, ha solo preso in giro i cittadini. Ci penserà il MoVimento 5 Stelle quando sarà al Governo ad abolire tutti i privilegi.


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  • La lettera di Luigi Di Maio al direttore de Il Giornale Sallusti 

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    di Luigi Di Maio, pubblicato oggi su Il Giornale, pagina 8

    Caro direttore,

    innanzitutto la ringrazio per questo spazio sul suo giornale. Il motivo per cui le scrivo è perché sono rimasto sorpreso per come è stato raccontato il mio appello a tutte le forze politiche per portare a termine l'iter legislativo sulla proposta di legge sulle chiusure festive. I motivi sono tanti, il principale è il seguente: quella proposta di legge è stata votata dalla Camera dei Deputati senza nessun voto contrario. Nessuno ha votato contro. Il MoVimento 5 Stelle l'ha proposta e ha fatto convergere buona parte dell'arco costituzionale su una proposta di buon senso.

    Non si tratta di una proposta scriteriata, estremista o sragionata. Anzi! Tutte le forze politiche presenti in Aula ne hanno riconosciuto la bontà. E come potrebbe essere altrimenti? La proposta prevede che ci siano per tutti sei chiusure festive su dodici totali. Stiamo parlando per intenderci di festività che fanno parte della nostra tradizione: il Natale, Santo Stefano, Capodanno, Pasqua, Pasquetta e così via. E' un diritto di tutte le famiglie avere la possibilità di godersi in santa pace queste feste e personalmente trovo anche che sia un bel messaggio per tutti. Ci deve essere il tempo da dedicare ai valori e alle tradizioni familiari, soprattutto in questi tempi di incertezza.

    Lei, usando abilmente le parole, ha detto che "la scelta di lavorare o riposarsi nei giorni festivi è un diritto inalienabile del singolo". Io questo non lo metto in discussione. Metto in discussione il fatto che la legge di Monti che è in vigore attualmente non lascia scelta: devi lavorare a Natale anche se vuoi stare con i tuoi familiari. Questo non è liberalismo. Questo è lacrime e sangue. Mio padre è un imprenditore. Quante volte nei giorni di festa l'ho visto appartarsi per lavorare! Per rivedere i conti, per verificare le buste paga, per chiamare un fornitore in ritardo. Ma almeno era in casa con mia madre e i miei fratelli e poteva prendersi qualche ora per sbrigare i suoi affari e dedicare a noi il resto del tempo. Nessuno lo obbligava ad andarsene in azienda e passare la giornata lì, era il suo dovere conciliato con il piacere del calore familiare. Qui stiamo parlando di costringere delle madri, magari commesse in un grande centro commerciale, a stare 10 ore lontane dai figli a Natale.

    Qui stiamo parlando di costringere dei padri, magari titolari di un piccolo esercizio commerciale, a passare il Natale alla cassa perché altrimenti soccombe alla concorrenza del grande centro. Questo è folle, caro direttore. E io questa follia la voglio eliminare una volta per tutte, così come vogliono farlo tutte le forze politiche presenti in Parlamento e che si presentano alle politiche del 2018. Il senso del mio appello è che è insensato che una proposta di legge che ha ottenuta l'unanimità alla Camera venga bloccata al Senato per colpa delle pressioni delle lobby della grande distribuzione. Il Senato ha il dovere di mettere in discussione e votare quella legge. L'obbiettivo a tendere è far decidere, non allo Stato centrale come ha voluto Monti, ma agli enti locali e in base alle esigenze del territorio quando tenere chiuso e quando lasciare aperto. Sempre mantenendo fede al principio per cui le feste sono un diritto.
    Infine un passaggio sulla felicità.

    L'obbiettivo del nostro governo è garantire una vita di qualità. Sono d'accordo con lei che saremo più felici con meno leggi e meno vincoli. E' quello che sto raccontando in queste settimane agli imprenditori del nord: abbiamo un piano per l'abolizione di migliaia di leggi inutili e presto lanceremo anche un sito per raccogliere le proposte di cittadini e categorie che si chiamerà leggidaabolire.it. Il senso dell'iniziativa sarà proprio: "Meno leggi, più felicità" e visto che lei si interessa dell'argomento, attendo anche le sue proposte.


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  • Marlon Reis e la democrazia diretta in Brasile 

    di Davide Casaleggio e Enrica Sabatini, dal Brasile

    In questi giorni brasiliani abbiamo incontrato diverse persone. Una di queste ci ha colpito molto: si chiama Márlon Reis ed è un ex magistrato. Negli scorsi anni è stato protagonista di una campagna nata dal basso molto simile a quelle che abbiamo conosciuto in Italia. Reis è stato infatti il principale promotore della proposta di legge di iniziativa popolare ?ficha limpa?, ovvero fedina penale pulita per chi si candida e che poi è stata approvata da Parlamento. Negli anni in cui in Brasile raccoglievano le firme per ficha limpa, il MoVimento 5 stelle faceva lo stesso in Italia per ?Parlamento pulito?. Oggi il suo movimento chiamato ?Mudamos? (?Cambiamo?) utilizza strumenti di partecipazione online per promuovere iniziative in Rete. Così con Reis abbiamo parlato di come le spinte popolari in tutto il mondo nascono da esigenze simili e trovano uno spazio politico grazie a strumenti di partecipazione che partono dal web. Ascoltate la nostra intervista-racconto.

    Davide Casaleggio: Questo video è per l'Italia, per far capire agli italiani cosa è successo in Brasile. Prima abbiamo discusso che nel 2007 in Brasile, hai presentato una legge fatta dai cittadini con con quasi 2 milioni di firme per un Parlamento pulito e si è riuscito a gestire e a far approvare la legge in 36 giorni.

    Marlon Reis: La proposta di legge di iniziativa popolare, ?ficha limba?, che tradotto in inglese significa ?incensurati?. Abbiamo ottenuto quasi 2 milioni di firme, con 2 anni di mobilitazione sociale attraverso il paese, ma il Parlamento ha ricevuto con molta energia, l?energia della strada, l?energia di questa mobilitazione che abbiamo avuto l'opportunità di condurre. E' stato un grande momento per noi qui in Brasile, è stato veramente un momento di energia sociale, c?era tantissima energia sociale anche in parlamento per cercare di far approvare quella legge e alla fine abbiamo avuto successo.

    D.C.: Congratulazioni, e cosa è successo dopo che la legge è stata approvata? Cosa è successo alle persone che lavorano in Parlamento?

    M.R.: Beh, più o meno 1500 politici non hanno ottenuto la registrazione come candidati dal 2010, l'anno in cui la legge è stata finalmente approvata, ma per me la questione principale è l'ambiente neutro che abbiamo aperto con questo movimento, perché non è solo una questione di cambiare una la legge, ma è l'introduzione di una nuova discussione politica in Brasile. Fino a quel momento la biografia dei candidati non è mai stata sufficientemente esplorata dal movimento ma adesso abbiamo un nuovo ambiente elettorale, dove le persone possono parlare del passato personale e della biografia dei candidati.

    D.C.: Da quando la legge è stata approva ad oggi quanti parlamentari ha sono passati al livello successivo?

    M.R.: Parlando al livello federale non molti, forse 20 parlamentari federali non sono tornati in parlamento a causa dell?approvazione di questa stessa legge.

    D.C.: Prima mi dicevi che eri un giudice, perché hai deciso di non esserlo più?

    M.R.: A causa della libertà, specialmente la libertà di parola. Penso che il mio tempo nella magistratura sia finito. Ora voglio perseguire diversi obiettivi nella mia vita, penso che il prossimo anno mi presenterò come un candidato nel mio stato.

    D.C.: Quindi all'interno di Mudamos! Come ti presenterai?

    M.R.: No Mudamos è legato solo alla proposta di legge di iniziativa. Voglio presentarmi come un comune candidato e cercare di convincere la gente a votare per me come governatore dello stato di Tocantis, uno dei luoghi più belli del mondo.

    D.C.: Complimenti! Prima parlavi di come l'uso dei social media abbia permesso a Modamos e alla tua iniziativa personale di entrare in contatto con la popolazione. Quanto hanno fatto i social media e quanto la rete ti ha aiutato per arrivare ai tuoi obiettivi?

    M.R.: Stai parlando del passato?

    D.C.: Sì!

    M.R.: È stato molto importante l'uso della rete per la mobilitazione, abbiamo avuto un incredibile supporto delle persone comuni che hanno pressato il Parlamento per avere una risposta al nostro movimento iniziale. Il sostegno delle persone che hanno utilizzano i social network è stato molto necessario e importante per i risultati che abbiamo ottenuto.

    D.C.: E i mass media vi hanno aiutano durante la vostra battaglia?

    M.R.: Sì, ma solo...

    D.C.: Dopo il successo?

    M.R.: Sì, dopo la conquista dell'opinione pubblica, i mass media sono venuti a parlare con noi. Ma solo in un secondo momento, non inizialmente.

    D.C.: Ok. Questo accade spesso anche in Italia. Prima parlavi di come questa struttura di Mudamos sia una struttura aperta così da permettere alle persone di collaborare, ma non c'è nessun controllo diretto su come le persone stanno contribuendo. E mi parlavi anche della tua protezione personale, che hai avuto bisogno di andare in giro con una giacca antiproiettile. Questo è un grosso problema e come Mudamos ha resistito a questi tipi di attacchi?

    M.R.: Stiamo cercando di creare una nuova tecnologia sociale. Troveremo un sacco di nuovi problemi e circostanze che cercheremo di risolvere. Penso che la tecnologia ha un ambiente per la democrazia e una protezione che non avevamo in passato. Nell'esempio che hai fatto ho dovuto proteggermi perché sono minacciato a causa del mio comportamento personale e penso che utilizzando la tecnologia le persone possono essere protette in modo più efficiente in questo tipo di circostanze.

    D.C.: Allora quale sarà il futuro di Mudamos?

    M.R.: Spero che in pochi anni ci siano milioni e milioni di utenti che utilizzeranno Mudamos. Come un ambiente per l'esercizio della democrazia, come azione giornaliera o oraria. Controllare un nuovo progetto di legge una nuova proposta e decidere ?WOW questa è un'idea che approvo? e poi con un solo gesto per firmarla, cosi in un secondo con la firma digitale. Penso che sia assolutamente possibile, e questo è quello che voglio in futuro per Mudamos.

    D.C.: Grandioso, ti ringrazio molto e che spero saremo in grado di aiutarvi con Rousseau o con altre strutture che metteremo su.

    M.R.: Sarebbe fantastico! Grazie!


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  • L'Italia è il Paese con più poveri in Europa 

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    L'Italia è il Paese che ha più poveri in Europa. Sono loro quelli ad avere maggiori difficoltà a far fronte a spese impreviste, a garantire che la propria casa sia sempre adeguatamente riscaldata, a far sì di avere almeno due paia di scarpe (estive e invernali), o ancora evitare di finire in arretrato con l?affitto o sostituire abiti lisi con capi più nuovi. Tutti indici di quelle che vengono definite «privazioni sociali e materiali», ma che al netto di espressioni politicamente corrette rilevano il grado di povertà delle famiglie. A livello europeo e nazionale il fenomeno si sta riducendo, ma nell?Ue ci sono ancora 78,5 milioni di persone che vivono stentatamente, e più di dieci milioni di loro sono italiani.

    I dati Eurostat diffusi oggi e relativi al 2016 indicano il tasso di privazioni sociali e sociali. Cifre percentuali che lette così come presentate vedrebbero l?Italia undicesima in questa graduatoria. Romania (49,7%) e Bulgaria (47,9%) sono gli Stati membri in condizioni più problematiche, dove praticamente una persona su due ha difficoltà economiche. Ma in termini assoluti, il 17,2% italiano indica più di 10,4 milioni di persone (10.457.600) alle prese coi sintomi di povertà. Letti in quest?altro modo i numeri mostrano un?altra Europa, con l?Italia, sempre pronta a rivendicare la sua grandezze economica, a fare più fatica di tutti. Gli italiani soffrono anche più dei romeni (9,8 milioni) che pure in termini percentuali si trovano davanti a tutti quanto a privazioni. Salta all?occhio, in questa classifica, anche il dato francese. I cittadini d?oltralpe sono i terzi più in difficoltà a livello Ue (8,4 milioni, dietro Italia e Romania).

    Dati alla mano non c?è da stare allegri, ma ci sono comunque motivi per guardare la situazione con spirito ottimistico. La buona notizia è che tutto questo, seppure a fatica, si sta invertendo. A livello europeo il tasso di persone con privazioni sociali e materiali si sta riducendo, e questo vale anche per l?Italia. Tra il 2015 e il 2016 si sono contati nel territorio dell?Unione europea circa 8,9 milioni di persone con difficoltà economiche in meno. Nello Stivale l?indice si è contratto del 4,4%, un dato che si traduce in 2,6 milioni in meno di cittadini alle prese con ristrettezze economiche. Un segnale che mostra come la ripresina per qualcuno c?è stata, ma che per qualcun altro deve ancora arrivare.

    fonte: La Stampa


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  • L'Europa dell'austerità non funziona 

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    di Carlo Sibilia

    Il rapporto sulla finanza locale del settembre 2017 di Cassa depositi e prestiti (Cdp) è una bocciatura definitiva per l?Europa dell?austerità.

    L?applicazione ottusa del Patto di Stabilità agli enti locali, infatti, più che contenere gli sprechi ha finito con l'impedire alle amministrazioni virtuose di realizzare quegli investimenti necessari a fornire una migliore qualità dei servizi al cittadino. Nello studio si legge che "gli investimenti pubblici - in particolare quelli degli Enti Locali - sono essenziali per dare un nuovo impulso alla ripresa. Una maggiore flessibilità di bilancio sarebbe dunque auspicabile.? La Cdp ci dice chiaramente che ?se fosse stato permesso agli enti locali di spendere il surplus primario accumulato in nuovi investimenti, il rapporto debito/Pil si sarebbe potuto ridurre di circa 4 punti percentuali al 2016?.

    Invece gli ultimi governi hanno usato gli enti locali per ripianare il debito obbligandoli ad una contribuzione del 27,5% ai fini del raggiungimento del saldo primario nazionale anche se questi stessi enti rappresentano solo il 4% del debito pubblico complessivo. Come dire: "Comuni stringete la cinghia... mentre Palazzo Chigi ingrassa?.

    Dare respiro agli enti locali è diventata una necessità primaria per il Paese. Ecco perché abbiamo pensato ad una misura per ?agevolare l'economia locale, il senso di comunità, il supporto alle famiglie e lo sviluppo della solidarietà reciproca?.

    In termini tecnici, vogliamo dare agli enti locali ?la facoltà di integrare nei propri bilanci abbuoni passivi e attivi rappresentati da buoni locali emessi da associazioni senza scopo di lucro anche tramite l'utilizzo della tecnologia blockchain. L'accettazione da parte dell'ente locale potrà avvenire per una percentuale da definire ogni anno per tasse, tariffe e tributi locali, di servizi a domanda individuale, di canoni per utilizzazione del patrimonio comunale e di ogni altro servizio a pagamento che il Comune potrà definire all?interno della propria autonomia gestionale e finanziaria. Gli enti locali potranno utilizzare i buoni in loro possesso per ogni attività che riterranno idonea?.

    Tradotto: associazioni senza scopo di lucro possono emettere una moneta parallela (sotto forma di buoni) che faciliti gli scambi locali e i consumi. Una moneta il cui valore è garantito dal fatto che può essere scontata da cittadini e imprese al momento del pagamento di tasse, tributi, imposte locali o altri pagamenti che il Comune specificherà tramite apposito regolamento, il quale deve essere sottoposto anche alla Corte dei Conti per tutelare l?equilibrio di bilancio dell?ente stesso.

    La scommessa virtuosa consiste nel fatto che la "moneta parallela", ampliando gli scambi, produrrà maggiori possibilità e nuova occupazione garantendo all?ente locale maggiori entrate rispetto allo scenario precedente.

    La nostra proposta può essere votata da subito perché verrà proposta come emendamento alla legge di bilancio in discussione alla Camera. Resta disponibile sul portale Rousseau LEX parlamento dove potete fornire tutte i vostri suggerimenti, come sempre.

    L?ulteriore novità è che, con la nostra proposta, per la prima volta si prevede l'utilizzo di una tecnologia emergente dalle mille applicazioni: la blockchain.

    Blockchain è un nuovo paradigma destinato a rivoluzionare profondamente il sistema economico e non solo, modificando alla base i concetti di transazione, proprietà e fiducia. Qualcuno la definisce come un registro transnazionale sicuro, condiviso da tutte le parti che operano all?interno di una data rete distribuita di computer. Registra e archivia tutte le transazioni che avvengono all?interno della rete con lo scopo di eliminare di fatto la necessità di terze parti ?fidate?. Si tratta di un ?server distribuito?, dove ogni snodo di rete ha un ruolo nella verifica delle informazioni, inviandole al successivo in una catena composta da blocchi, da cui il termine ?blockchain? che letteralmente significa ?catena di blocchi?. La blockchain è un nuovo modo di interpretare il grande tema della decentralizzazione e della partecipazione, della sicurezza e dell?immutabilità del dato. Una nuova Internet, la cosiddetta Internet del Valore.

    Utilizzare questa tecnologia in questo caso significherebbe avere un controllo di trasparenza già all?atto di emissione dei buoni locali cancellando il tema della potenziale falsificazione, facilitando (o addirittura sostituendo) il lavoro di enti terzi preposti al controllo. Così la politica riduce la sua influenza non essendo più proprietaria in esclusiva del database, delle informazioni, che vengono invece condivise con tutti. Si limitano cioè potenziali occasioni di manipolazione e corruzione.

    Del resto già altri paesi europei, uno su tutti l'Estonia, stanno attingendo a piene mani dalla blockchain ottenendo risultati strabilianti. L'Italia a 5 stelle non deve restare indietro, sarà un'Italia di opportunità.



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  • A Natale lavori il Parlamento, non le famiglie 

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    di Michele Dell'Orco

    Saranno molti i lavoratori, spesso genitori con figli piccoli, a passare Natale, Santo Stefano e l?Epifania, sul posto di lavoro, magari dentro ad un centro commerciale, invece che in famiglia e con i loro bambini. Questo segno di inciviltà si ripete purtroppo tutte le feste e tutte le domeniche da quando il professor Monti, pensando di far bene all?economia, ha liberalizzato selvaggiamente gli orari commerciali, portando le aperture dei negozi a 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, feste incluse. Le liberalizzazioni, ormai lo sappiamo, complessivamente non hanno portato i benefici economici sperati, la crisi del commercio è ancora forte, eppure quella legge è ancora lì a far danni.

    Nel 2015 la Corte di Cassazione ha ribadito che il lavoro festivo non può essere un obbligo, tuttavia sappiamo bene che il lavoratore è la parte debole e spesso non si trova nelle condizioni di poter dire no. L?assurdità delle liberalizzazioni di Monti risulta inoltre evidente se pensiamo che mentre centri commerciali e i negozi sono sempre aperti, il medico di base è obbligato a svolgere il suo servizio solo 5 giorni a settimana costringendoci ad affollare i pronto soccorso nei week-end. Per non parlare del Parlamento, con tutte le criticità italiane da gestire e leggi urgenti da approvare è attivo solo 5 giorni a settimana e si prende i suoi lunghi periodi di riposo festivo. Il Parlamento potrebbe approvare la legge sui vitalizi, anziché andare in vacanza, giusto per fare un esempio.

    Ad inizio legislatura, il MoVimento 5 Stelle aveva presentato in Parlamento una legge sugli orari commerciali a mia prima firma per tentare di mettere le cose a posto e riportare il nostro Paese sulla retta via. Il nostro testo originario puntava all?abrogazione delle liberalizzazioni di Monti e lasciava anche la possibilità per i commercianti, in caso lo ritenessero conveniente, di organizzarsi per delle aperture domenicali studiate sulla base di rotazioni che non avrebbero pesato troppo sui lavoratori e nel contempo avrebbero potuto soddisfare anche l?esigenza domenicale di alcuni consumatori.

    Dopo un percorso faticoso di oltre un anno e tante battaglie in aula e in commissione la proposta è stata approvata alla Camera in un testo unico. Il testo approvato all'unanimità alla Camera non abolisce le liberalizzazioni, ma contiene alcune importanti misure per il piccolo commerciante in crisi. Viene sancito il principio che gli orari sono da regolare prevedendo almeno 6 chiusure festive obbligatorie su 12 festività individuate. Viene inoltre istituito un Fondo in favore delle microimprese: 90 milioni di euro in un quinquennio, utilizzabili per spese sostenute per l?ampliamento dell?attività, per la dotazione di strumentazioni nuove, comprese quelle necessarie per i pagamenti tramite moneta elettronica, e di sistemi di sicurezza innovativi, nonché per l?accrescimento dell?efficienza energetica. Una parte del fondo poi potrà essere utilizzata anche per l?erogazione di contributi integrativi per il pagamento dei canoni di locazione dovuti ai proprietari degli immobili, di proprietà sia pubblica sia privata, e di contributi per l?acquisizione di servizi.

    Ora il testo è in discussione al Senato e sembrerebbe dar fastidio alle lobby della grande distribuzione del commercio che, con la complicità di Scelta Civica, Pd e Forza Italia tengono il testo bloccato dal 26 settembre 2014 con l?intento di affossare la proposta. Approvare la legge prima della fine legislatura si può, anche perché è giusto che il Parlamento lavori anche a Natale approvando leggi che dimostrano una concreta vicinanza della politica ai cittadini: stop aperture indiscriminati nei festivi e abolizione dei vitalizi. Sarebbe il miglior regalo di Natale possibile per tutti gli italiani.


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  • Approvata la lista nera dei paradisi fiscali: mancano Lussemburgo, Olanda, Malta e Irlanda 

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    di Marco Valli, Efdd - MoVimento 5 Stelle Europa

    Tutto cambia per non cambiare nulla. Gli scandali LuxLeaks, Panama e Paradise Papers non hanno insegnato nulla e i Ministri delle Finanze dell'Unione europea - riuniti in sede Ecofin - hanno inserito 17 Paesi nella lista nera dei paradisi fiscali. È la montagna che partorisce il topolino. Per combattere l'elusione e l'evasione fiscale nel mondo ci vuole ben altro.

    La nostra proposta è semplice: la lista nera delle giurisdizioni non collaborative non deve essere limitata a paesi terzi e deve includere anche gli Stati dell'UE che costituiscono una minaccia per elusione e evasione fiscale, altrimenti questa nuova lista non può essere credibile, legittima, e nemmeno efficace. Alcuni Stati membri dell'UE sono stati al centro di tutti i recenti scandali fiscali ed è scandaloso che vengano esclusi a priori dalla lista per convenienza politica! E invece l'Ecofin ha inserito solo Tunisia, Corea del Sud, Emirati Arabi Uniti, American Samoa, Bahrain, Barbados, Grenada, Guam, Macao, Isole Marshall, Mongolia, Namibia, Palau, Panama, Saint Lucia, Samoa, Trinidad e Tobago.

    L'ultimo rapporto Oxfam è chiaro: "il rapporto evidenzia anche come quattro Paesi dell'UE finirebbero sulla blacklist se l'UE estendesse la valutazione anche ai propri membri. I criteri scelti dall'UE non sono adatti a intercettare tutti i paradisi fiscali, ma costituiscono un passo nella giusta direzione. Una lista obiettiva assieme a contromisure efficaci potrebbe essere di grande rilievo per porre fine all'era dei paradisi fiscali". Questi quattro Paesi sono: Irlanda, Lussemburgo, Malta e Paesi Bassi. I paesi cosiddetti "virtuosi" di Juncker e Dijsselbloem (Lussemburgo e Olanda) dovrebbero essere obbligati a fare delle "riforme urgenti" per non danneggiare gli altri Stati membri.

    Inoltre nei giorni scorsi Apple ha trovato un accordo con l'Irlanda sui 13 miliardi di tasse non pagate dalla vendita dei suoi prodotti in Europa. La normativa europea sugli aiuti di Stato applicata dalla Commissione obbliga Apple a ripagare le tasse non pagate all'Irlanda, peccato che Apple abbia eluso anche in Italia e altri Paesi che hanno, dunque, solo da perderci.

    Queste pratiche devono finire. Per questo è importante approvare subito le nostre proposte contro la grande elusione. Bisogna quanto prima porre fine ai paradisi fiscali per ridurre le disuguaglianze fuori e dentro l'Europa. Il governo italiano con Padoan sta chiedendo a gran voce una lista di paradisi fiscali più completi, ma perché non chiede di inserire anche i 4 Paesi europei citati nel report Oxfam?


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  • Senatori, bugie e vitalizi 

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    di Alessandro Di Battista

    Paese strano il nostro. Ci si scandalizza più per il turpiloquio che per i diritti negati o per i soldi rubati. A questo punto vi domando: ma sulla storia dell'abolizione dei vitalizi non vi sentite presi per il culo? La legge che li taglia è passata alla Camera. Quel giorno i parlamentari del MoVimento 5 Stelle hanno esultato mentre quelli del Pd avevano le facce da funerale di Lenin.

    Tuttavia sono andati in TV questi osceni ipocriti dicendo "abbiamo abolito i vitalizi, il MoVimento urla mentre noi pensiamo all'Italia". Oggi, per l'ennesima volta, hanno affossato il taglio dei vitalizi e la legge è bloccata al Senato. Ma presto si andrà al voto. Io mi auguro che le ipocrisie e le prese per il culo sistematiche vengano punite alle prossime elezioni. Il MoVimento taglierà i vitalizi.

    Nessuno di noi li prende e sarà una gioia direi fisica eliminarli del tutto!


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