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Giacomo Rabaglia

Ultimi Commenti

Benvenuti ancora in allestimento quindi abbiate pazienza e a breve vdrete pubblicati i primi contenuti.Questo sito è nato un pò per scherzo e raccoglie alcune delle mie passioni.
Al momento sto ancora elaborando su quella che dovrà essere la linea guida del sito e per ora lo uso come sfogo per fare esperimenti e archiviare dei contenuti.Visto che la cosa la posso fare solo nel mio tempo libero non so quanto ci vorrà prima che sia pronto ma non penso tantissimo. ;-)


Blog di Beppe Grillo  Thu, 14 Dec 2017 16:24:13 +0100
  • Su #Bancopoli cade la seconda Repubblica 

    di Luigi Di Maio

    Oggi è successa una cosa gravissima nella commissione d'inchiesta sulle banche. A circa una settimana dalla fine della legislatura, il capo della Consob viene in Commissione d'inchiesta e ci dice che il ministro Boschi, al tempo in cui si stava interessando della banca del padre, era andata da lui a chiedere informazioni su Etruria, visto e considerato che si parlava di come stesse per diventare una banca da accorpare con la Popolare di Vicenza. Si interessa della banca, interferisce con un'autorità di garanzia, e quindi favorisce la banca del padre.

    Questo è un fatto gravissimo, perché Maria Elena Boschi nel 2015, quando noi abbiamo presentato la mozione di sfiducia a lei, come ministro, per i fatti relativi a Banca Etruria, aveva detto di fronte al Parlamento che non si era occupata della banca del padre. Che non aveva favorito la sua famiglia e che non c'era nessun conflitto di interessi. Oggi viene fuori che ha mentito, e dobbiamo ancora ascoltare Ghizzoni che è l'ex AD di Unicredit, a cui chiederemo in commissione nei prossimi giorni, credo il 20, se Maria Elena Boschi è andata anche da lui a chiedere di salvare la banca del padre.

    Abbiamo un governo, quello Renzi, che ha passato il tempo con uno dei suoi ministri di punta a chiedere favori per salvare una banca. Ma non è finita qui, non basta questo, perché quando noi abbiamo presentato la mozione di sfiducia alla Boschi, Il centro-destra non l'ha votata. E soprattutto, non è un caso che a capo della Commissione d'inchiesta sulle banche abbiano messo Casini e Brunetta, non è un caso questo, il centro-destra e il centro-sinistra si sono sempre difesi, insieme, sulla questione banche, non sono mai stati aggressivi l'uno contro l'altro, perché sono tutti quanti immischiati. Io ieri mi chiedevo perché Berlusconi dice di riportare Gentiloni a Palazzo Chigi? perché il tema delle banche è come il tema delle tangenti nella prima Repubblica.

    Qui sta crollando la seconda Repubblica, su Bancopoli, come è crollata la prima repubblica su Tangentopoli. Si tengono tutti quanti insieme, hanno fatto una legge elettorale per provare a rimettersi insieme, e provare ad arrivare al governo di nuovo tutti quanti insieme, ma i numeri non li hanno. Ma soprattutto, e in questo momento è una certezza, che dopo questo caso gli italiani capiranno che, se vogliamo portare di nuovo il governo di questo Paese a lavorare per i cittadini italiani, allora bisogna votare il MoVimento 5 Stelle. Se volete che non cambi nulla, che si continui a fare affari sulle banche con i conflitti di interesse, votare centro destra o centro sinistra è la stessa cosa.

    Noi chiediamo due cose subito: anche se è finita la legislatura, Maria Elena Boschi se ne deve andare a casa subito da sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, anche perché quel governo resterà in carica per l'ordinaria amministrazione. Secondo, chiediamo che il Partito Democratico non ricandidi Maria Elena Boschi perché, se dovesse ricandidarla allora ci confermerà che tutto il partito è coinvolto nello scandalo banche, come probabilmente è.

    Qui abbiamo una situazione come quella della prima Repubblica. Come Mario Chiesa iniziò il declino della prima Repubblica con lo scandalo che lo coinvolse, allo stesso modo Maria Elena Boschi è il Mario Chiesa della seconda Repubblica, che con lo scandalo legato alla banca del padre farà iniziare il declino definitivo dei partiti della seconda Repubblica. Questi signori avranno grandissime sorprese.

    La terza cosa che vi posso assicurare, è che dal governo del MoVimento 5 Stelle risarciremo tutti i risparmiatori truffati non solo dalle banche, ma truffati dalla politica,
    perché come vedete tutti hanno mentito. Anche la parte politica che fingeva di interessarsi dei risparmiatori. Noi li risarciremo e non con qualche briciola dopo il terzo grado di giudizio. Subito. Perché quelle persone sono state le vittime di giochi politici di destra e di sinistra degli ultimi 20 anni. Adesso i nodi stanno venendo al pettine. Io continuerò il mio rally in giro per l'Italia a parlare con tutte le persone possibili a raccontagli che cosa è il MoVimento. Perché in questi giorni di fake news su di noi, poi, quando viene fuori la verità su di loro, è molto evidente che chi ci attaccava lo faceva per coprire le sue schifezze.

    Oggi abbiamo saputo anche dai servizi segreti italiani, che non c'è mai stata nessuna ingerenza e favoritismo russo verso il M5S o sul "No" al referendum. Per noi, è una grande occasione. La grande occasione di diventare la prima forza politica del Paese e di chiedere l'incarico per andare al governo. Loro non avevano i numeri insieme ieri e non li avranno da domani, perché dopo questi scandali crolleranno tutti quanti a picco. Restiamo in contatto e adesso vi aggiornerò nelle prossime ore per le prossime iniziative che porteremo avanti.

    Ps: il #Rally continua


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  • Il futuro dell'Italia con il MoVimento 5 Stelle al governo 

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    di MoVimento 5 Stelle

    Preparate i maglioni, prendete le coperte più pesanti che avete, iniziate a equipaggiarvi. L?inverno sta arrivando. Ma non è una fiction. È la realtà, così come arriverà nel 2050, dopo che il MoVimento Stelle avrà governato.

    Lo dicono i giornali, titolando l?apocalisse, lo paventano nei convegni e sui libri cosiddetti esperti del settore. L?Italia tornerà nel Medioevo, sostengono. Sordi agli appelli dei leader internazionali, ciechi o ignoranti rispetto agli studi pubblicati sulle più autorevoli riviste scientifiche, ma anche distratti rispetto a ? ad esempio ? la decisione annunciata dalla Banca mondiale appena ieri di interrompere gli investimenti nell?estrazione e ricerca di petrolio a partire dal 2019.

    Anche la Banca mondiale vuole riportare il mondo all?età della pietra?
    Viene contestato al programma energia del MoVimento 5 Stelle la programmatica fuoriuscita dalle fossili, petrolio e anche gas. Ma nel documento, che contiene più di cento pagine, è tutto spiegato: i pilatri del programma sono la necessaria penetrazione elettrica insieme alla riduzione dei consumi. Ma non significa affatto che moriremo di freddo: sono anni che il consumo di gas sta calando e nel nostre infrastrutture attuali sono già in grado di reggere incrementi di domanda sena problemi.
    Quindi no, il Tap non serve. È inutile. È dannoso.

    Inoltre ci renderebbe dipendente da un asset geopolitico decisamente poco sicuro. E ricordiamo anche che già oggi abbiamo gasdotti di importazione importanti come quello di passo Greis verso il Mare del Nord, utilizzati al 12% della loro capacità.

    Il costo di produzione da rinnovabili è già in grado di reggere il confronto con le fossili, senza inquinare per combustione come in pianura padana, ad esempio.
    Fa così tanto paura immaginare un Paese che non debba più pagare il costo sanitario dello smog, che non debba più sacrificare la salute all?economia miope? E l?importanza delle tecnologie elettriche più efficienti sono finite anche nella Sen, la Strategia energetica nazionale. Quella scritta dal governo, per intenderci.

    Il nostro è un piano organico, che contempla e prende in considerazione l?edilizia, l?efficientamento, la curva dei consumi, la possibilità della riduzione degli stessi.
    No, non stiamo dicendo che dovremmo stare al freddo per non consumare. Spiace dirlo a chi si professa esperto della materia: Si stima che gli interventi sull?involucro edilizio e sugli impianti permetterebbero una riduzione dei consumi di circa il 40%, con un risparmio di 73 milioni di euro.

    Dal 1° gennaio 2019 scatterà l?obbligo per tutti gli edifici della PA di rispettare il nuovo standard energetico, che prevede consumi molto bassi e l?impiego di fonti rinnovabili. Altro che maglie di lana e coperte invernali: la rivoluzione energetica in molti Paesi di Europa è già iniziata. Proprio qualche mese fa lo Statens pensjonsfond utland, che a settembre scorso ha superato per la prima volta il valore di mille miliardi di dollari, ha annunciato la sua intenzione di disinvestire per una somma tra 35 e 37 miliardi di dollari da titoli di aziende attive nell'estrazione e vendita di petrolio e di gas. La Norvegia, principale produttore di petrolio dell?Europa occidentale, e il Nord Europa, hanno innescato la rivoluzione.
    Con il MoVimento 5 Stelle, arriverà anche in Italia.


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  • Biotestamento: legge di civiltà e storica vittoria 

    di MoVimento 5 Stelle

    Oggi il Senato ha approvato in via definitiva la legge sul testamento biologico. Questa è davvero una giornata storica per la nostra Repubblica, che ha fatto un balzo in avanti dal punto di vista culturale e sociale. Si tratta di una legge di civiltà, che porta la prima firma del nostro deputato Matteo Mantero, attraverso la quale viene garantito ai cittadini italiani un diritto che aspettavano da troppo tempo: quello della persona di poter disporre di se stessa.

    Il MoVimento 5 Stelle ha sempre detto di essere disponibile ad approvare buone leggi, al di là di schieramenti o maggioranze di governo, e la determinazione con la quale abbiamo sostenuto il biotestamento ne è stata solo l?ennesima dimostrazione.

    Stavolta il Parlamento di questa aberrante Legislatura non ha ceduto ai soliti interessi dei partiti e delle fazioni contrapposte, ma ha mantenuto al centro l?interesse dei cittadini. Ci dispiace che qualcuno in questi mesi abbia cercato di fare leva sulla strategia della disinformazione, equiparando questa legge a quella sull?eutanasia e sul suicidio assistito, quando il contenuto del provvedimento riguardava esclusivamente il consenso informato, le disposizioni anticipate di trattamento e la pianificazione condivisa delle cure. Il parlamento ha lavorato per promuovere i valori dell?umanizzazione delle cure e della dignità della fase finale della vita, introducendo il principio dell?astensione del medico da ogni ostinazione irragionevole e dal ricorso a trattamenti inutili o sproporzionati (accanimento terapeutico), prevedendo anche il ricorso alla sedazione palliativa profonda continua.

    Nessuno sia ipocrita o faccia finta di cadere dal pero:
    sappiamo tutti che si tratta di cure che venivano già praticate, nei casi di necessità, in moltissime strutture sanitarie del nostro Paese. Il mancato intervento del legislatore ? la prima legge sul testamento biologico era stata depositata in Parlamento 33 anni fa - ha causato per troppo tempo confusione e incertezze. Con il ?sì? pronunciato oggi abbiamo rimesso al centro la dignità della persona, il suo diritto di scegliere, evitando che rispetto a momenti così drammatici dell?esistenza umana vi possano essere disparità di trattamento. Questa giornata, e questa legge, vogliamo dedicarla a tutti coloro i quali, con il loro impegno, il loro esempio e il loro sacrificio, hanno reso tutto questo possibile


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  • Buoni pasto: il MoVimento 5 Stelle difende gli esercenti nella Legge di Bilancio 

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    di Matteo Mantero, MoVimento 5 Stelle Camera

    Il buono pasto è una bella integrazione al reddito, molto comoda per il dipendente che al lavoro non ha un servizio di mensa. Ma rischia di strozzare gli esercenti convenzionati che già vedono addensarsi altre nubi all'orizzonte, man mano che prendono piede i ticket digitali.

    Stiamo parlando di uno strumento con un giro d'affari da 3 miliardi di euro e 2 milioni di lavoratori che ne beneficiano in circa 100mila attività sparse per il Paese.

    I problemi, però, nascono dall'oligopolio delle società emittenti, visto che in tre dominano il mercato. E dalle gare al massimo ribasso che vengono effettuate da Consip per la Pa o dalle grandi imprese private. Gli emittenti praticano sconti esasperati ai datori di lavoro per prendere gli appalti e poi, nell'ottica di recuperare un margine di guadagno, scaricano quegli stessi sconti sui commercianti convenzionati (i cosiddetti "sconti incondizionati"). Strozzandoli pure con clamorosi ritardi nei pagamenti delle fatture.

    Il MoVimento 5 Stelle, da sempre vicino al piccolo commercio minacciato dal grande capitale, ha messo a punto una proposta di legge (in questi giorni trasformata in emendamento alla Legge di Bilancio) che mette alcuni paletti importanti. Il testo fissa un tetto massimo sia agli sconti sia ai termini di pagamento che le società di emissione dei buoni pasto possono praticare nei confronti degli esercizi.

    In pratica i corrispettivi riconosciuti all'emittente, compresi quelli per l'espletamento di servizi aggiuntivi offerti e commissioni, non possono essere superiori al 4% del valore facciale del ticket. Mentre gli esercizi devono essere saldati entro 60 giorni al massimo dall'emissione della fattura.

    La legge del M5S infine vieta di pattuire con gli esercizi convenzionati un corrispettivo superiore a quanto stabilito e non consente di addebitare agli esercenti costi "nascosti", ossia diversi dallo sconto incondizionato e dai corrispettivi per eventuali prestazioni o servizi aggiuntivi.

    Il M5S è sempre dalla parte della piccola e media impresa, l'ossatura economica che regge in piedi l'Italia.


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  • L?azzardo 'legale' lavatrice delle mafie 

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    di Paola Taverna

    Roma ha un problema da 5,4 miliardi di euro che nessuno aveva mai affrontato prima di noi. Dietro la piaga dell'azzardo non ci sono solo cifre spaventose ma anche storie di vittime di usura, mafie, dipendenza, famiglie e attività economiche in rovina, insomma un vero e proprio cancro per le politiche sociali ed economiche.
    Grazie alla consigliera capitolina M5S Sara Seccia, che ha ottenuto i numeri dai Monopoli con un accesso agli atti, finalmente si inizia a fare totale trasparenza.

    Dati dei Monopoli alla mano, nel 2016 nel Comune di Roma si è "azzardato" per 5,4 miliardi di euro. Ben 400 milioni di euro in più rispetto al 2015. Nel 2016, 1.7 miliardi sono stati bruciati nelle VLT-Videolottery, le slot machine elettroniche di nuova generazione, 1 miliardo nelle slot, 885,4 milioni di euro nel pericoloso azzardo online, 499 milioni nel ?Gratta e vinci?, 360 milioni nel Lotto, 215 milioni nelle scommesse sportive a quota fissa, 74 nelle scommesse virtuali, 84 nel Super Enalotto.
    Vi ricordate il caro vecchio ?Totocalcio? che non faceva male a nessuno? Solo 974.814 euro nel 2016.

    Per le 1.3 milioni di famiglie romane è una spesa media 3.980 euro l?anno, 331 euro al mese. La spesa pro capite calcolando i cittadini maggiorenni aventi diritto al voto (sono 2,3 milioni) è di 2.363 euro l?anno e 229 euro al mese. Se invece calcoliamo la spesa pro capite comprendendo anche i neonati e minori (che non azzardano certamente) la spesa pro capite è di 1.889 euro (157 euro mese). I dati diventano ancora più drammatici se compariamo il giro d?affari dell?azzardo con i consumi del 2016 del Lazio rilevati dall'ISTAT. Ogni famiglia nel Lazio spende 2.619 euro al mese in consumi, dei quali 329 euro mensili per cibo e bevande (alcolici inclusi). 329 euro in cibo e bevande contro i 331 nell?azzardo!

    Dei 5,4 miliardi di euro meno del 10% è andato all?erario: 496,2 milioni di euro (496.271.206 per la precisione).
    Non ingannino le vincite, gran parte di quanto vinto viene rigiocato nell?azzardo in un drammatico cane che si morde la coda che danneggia l?economia reale e produttiva: il commercio e l?indotto dell?industria. Ogni euro gettato nell?azzardo è un euro tolto all?economia produttiva e sana. Per tutelare la salute dei cittadini e difendere l'economia delle piccole e medie imprese romane a giugno il Comune di Roma ha approvato per la prima volta nella storia della Capitale un regolamento comunale che fissa distanze dai luoghi sensibili (chiese, scuole, etc) tra i 350 ed i 500 metri. Inoltre, sta per essere varata l'ordinanza per limitare gli orari dell?azzardo!
    Tra famiglie rovinate, commercio ed economia reale danneggiata intanto l?azzardo legale diventa sempre di più la lavatrice delle mafie. Lo dicono magistrati e inchieste di mafia.
    Basta!!!

    E? ora di mettere un freno a questa follia che da ormai 20 anni sta rovinando l?Italia.


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  • Chi vuole il Fiscal Compact? 

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    di MoVimento 5 Stelle

    Oggi, nel silenzio generale di tutti i media italiani, si tiene uno dei più importanti consigli europei degli ultimi 5 anni. I capi di Stato discuteranno sul Fiscal Compact e in generale sul pacchetto varato la settimana scorsa dalla Commissione europea sul futuro dell?unione economica e monetaria. Questo insieme di proposte riguarda: l?introduzione di parte del Fiscal Compact nell?ordinamento giuridico dell?UE; la trasformazione del MES in Fondo Monetario Europeo (ovvero l?istituzionalizzazione della Troika); il rafforzamento del programma sulle riforme strutturali. Parliamo di due regolamenti e una direttiva che hanno come obiettivo il rafforzamento dell?ingerenza politica diretta dell?UE sugli Stati, esercitata attraverso il vincolo economico e il ricatto. Discuteranno infine del bilancio dell?Eurozona, del completamento dell?unione bancaria e dell?introduzione del Ministro delle Finanze UE (che potremmo chiamare il futuro ministro dell?austerità).

    Paolo Gentiloni rappresenterà l?Italia e potrà bloccare questo scellerato accordo intergovernativo che prende il nome di Fiscal Compact.
    Il PD ha dichiarato di voler porre il veto, non è più il momento dei proclami da campagna elettorale. Qui si gioca il futuro di almeno tre generazioni di cittadini italiani, fermiamo il Fiscal Compact. Il MoVimento 5 Stelle al Governo vuole portare, anche in UE, una visione che capovolga il paradigma della iper-burocratizzazione dell?Unione. Basta vedere l?eccesso di regolazione nella vigilanza bancaria o, peggio, la costruzione della governance intorno alla moneta unica. La scarsa fiducia tra i membri europei ha partorito un impianto di norme dalla ratio folle, che schiaccia le persone e toglie ai Paesi la possibilità di usare i propri bilanci in funzione non solo anticiclica, ma soprattutto allo scopo di contrastare una condizione ormai pressoché strutturale di scarsa crescita e di deflazione incombente.

    L?articolo 16 del Fiscal Compact, voluto fortemente dalla Germania come patto intergovernativo nel 2012, stabilisce che entro quest?anno i 25 Paesi UE firmatari, tra cui l?Italia, lo incorporino nella cornice giuridica dei trattati europei. Vedremo poi se rimarrà in piedi la regola del debito, che è entrata in vigore nel 2015 e che in teoria ci costringerebbe a ridurre l?eccesso di debito rispetto al 60% del PIL di un ventesimo all?anno nella media dei tre anni precedenti (backward-looking). Stiamo parlando di 55-60 miliardi di tagli ogni anno: una pazzia.

    Peraltro, quelli di Maastricht sono parametri del tutto discrezionali e legati a un altro periodo storico, un?epoca che dal punto di vista economico è un?era geologica fa. Di solito ci si concentra sul paletto del deficit/PIL nominale al 3%, ma pure la soglia del 60% per il rapporto debito/PIL meriterebbe una riflessione, visto che rappresenta la media del debito nei Paesi Ue durante gli anni Novanta, livello che oggi è salito intorno al 90%. In questo momento, però, non si tratta di ridiscutere Maastricht. Basta ricordare che esso si chiama ?Patto di stabilità e crescita? e che secondo molti economisti il Fiscal Compact sarebbe contrario agli stessi principi sanciti dai Trattati UE. Di fronte all?opzione della direttiva della Commissione da recepire a livello nazionale, un governo Cinquestelle farà in modo di non dare seguito al diktat.

    Qualche uomo politico oggi straparla contro il Fiscal Compact senza alcuna credibilità. Infatti i partiti, non il MoVimento 5 Stelle, hanno già votato senza colpo ferire, purtroppo, per l?inserimento del principio del pareggio di bilancio strutturale nel nostro corpus costituzionale. Dunque hanno già piegato la testa rispetto ai principi fondanti del Fiscal Compact, principi disumani e per giunta astrusi in ragione di un calcolo del PIL potenziale che è del tutto arbitrario e poco trasparente. Ma un Paese che non ha margine alcuno per contrastare un ciclo recessivo, per redistribuire in favore dei ceti medi e bassi, per usare la leva fiscale in favore delle sue famiglie e delle sue imprese, è un Paese il cui governo ha già fallito prima di iniziare. Ecco perché sarebbe fondamentale arrivare quantomeno a scorporare gli investimenti pubblici produttivi dal computo del disavanzo. Noi punteremmo sui settori del futuro e potremmo garantire grandi benefici in termini di progresso e qualità della vita.

    Abbiamo visto esecutivi di centrodestra e centrosinistra che hanno ossequiato per anni i dogmi dell?austerity e delle salvifiche riforme strutturali (bisognerebbe in realtà capire quali davvero servono e quali no, invece di ripetere un mantra generico). E abbiamo visto contemporaneamente l?Italia sprofondare fino al 130% e più di debito/PIL. Senza, per questo, guadagnarsi nemmeno spazi seri di intervento finanziario in favore delle persone, spesso schiacciate dalla globalizzazione selvaggia e dagli squilibri generati dalle regole uniche europee. Così non va. Valutiamo i Paesi non solo da quanto spendono, ma soprattutto da come spendono. Superiamo il Fiscal Compact e discutiamo casomai di un ?Quality Compact? che abbia come stella polare il benessere dei cittadini europei.


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  • Buon Natale, ministro Calenda 

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    di Davide Casaleggio

    Il ministro Calenda ha criticato l'appello di Luigi Di Maio ad approvare la legge sulle chiusure festive (votata anche da partiti presenti nel suo stesso governo) dicendo che così si fa un regalo ad Amazon. È una visione molto semplicistica e inadeguata a comprendere il fenomeno. Non si può essere esperti di tutto.

    La crisi della vendita al dettaglio è un fatto. Ed è vero che, come spiega un?analisi dell?Ufficio Economico Confesercenti, dal 2010 al 2016 il settore del retail italiano ha registrato una diminuzione delle vendite di circa 7,7 miliardi di euro. Oltre alla crisi sicuramente influisce la crescita continua dell'e-commerce che in Italia è da anni a doppia cifra (del 10% tra il 2015 e il 2016), nonostante i numeri reali siano ancora molto bassi rispetto alla grandi economie mondiali. La soluzione per le imprese però, come segnalano i veri esperti del settore, non è far lavorare i negozianti o i dipendenti dei centri commerciali durante le feste o 24 ore su 24 7 giorni su 7 come può fare solo un sito di commercio elettronico, ma "l'ibridazione". Ossia combinare online e offline, click e mattoni, velocità e qualità. Questo vale sia per i piccoli che per i grandi. Pensate che anche Amazon sta investendo nella creazione di negozi fisici e circa metà del fatturato di Amazon in Italia é proprio delle imprese e dei negozianti italiani che lo usano come piattaforma. Ma forse Calenda non lo sa.

    Inoltre è proprio durante il suo mandato che il retail italiano ha continuato a perdere. Gli unici ad aver guadagnato sono le società della grande distribuzione estera, in particolare francese e tedesca. Fino a quando non si investirà sul serio sull'innovazione e sull'e-commerce, che già oggi é uno dei principali strumenti per i negozianti per ampliare il proprio mercato, anche in uno dei 6 giorni di chiusura all'anno che propone il MoVimento 5 Stelle. Le regole che difende Calenda privilegiano solo la grande distribuzione, in particolare estera, che può permettersi i turni.

    Per quanto riguarda il nostro Paese quindi bisogna investire nella tecnologia e avvicinare le aziende italiane all'e-commerce, magari anche con un sito come Italia.it destinato a questo scopo per far vendere i nostri prodotti in tutto il mondo, come previsto dal programma di governo del MoVimento 5 Stelle. Ma negozianti e lavoratori devono avere il diritto a godersi le feste con la propria famiglia. Di questo dovrebbe occuparsi il ministro dello Sviluppo Economico, non certo della campagna elettorale in tv da Vespa.

    Buon Natale ministro Calenda, lei che può se lo goda con la sua famiglia.


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  • Lotta al riciclaggio: Parlamento europeo approva la nostra proposta 

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    di Ignazio Corrao, Efdd - MoVimento 5 Stelle Europa

    Finalmente si fa sul serio nella lotta alla criminalità organizzata. La Commissione Libertà Civili, Giustizia e Affari Interni ha approvato quasi all'unanimità il nostro rapporto sulla lotta al riciclaggio. Questo provvedimento è particolarmente importante per facilitare la cooperazione penale in Europa e contrastare le attività transfrontaliere delle organizzazioni criminali. Il riciclaggio del denaro sporco nelle economie legali dei diversi Stati membri dell'Unione europea è un fatto che testimonia la nuova pelle delle mafie. Quindi servono regole nuove e più efficaci per combatterle.

    Altra regola d'oro che abbiamo inserito nel testo è quella che la detenzione non può essere la sola sanzione. Infatti è previsto anche il divieto di candidarsi alle cariche elettive per i condannati per riciclaggio e si estende la confisca ai familiari dei criminali che sono deceduti nel corso del processo per assicurare che gli eredi non possano godere dei proventi dei reati.

    Abbiamo applicato alla lettera gli insegnamenti di Giovanni Falcone che diceva: "segui i soldi e troverai la criminalità organizzata". Così abbiamo fatto. Le organizzazioni criminali vanno sradicate nella loro fonte di finanziamento che è la loro risorsa più preziosa. Siamo orgogliosi doppiamente anche perché questo provvedimento così delicato è stato discusso e votato insieme ai cittadini nella piattaforma Rousseau.

    L'obiettivo perseguito dalla proposta di direttiva è:

    1) stabilire norme minime relative alla definizione dei reati e delle sanzioni inerenti al riciclaggio di denaro.
    2) eliminare gli ostacoli alla cooperazione giudiziaria e di polizia a livello transfrontaliero introducendo disposizioni comuni al fine di migliorare l'indagine sui reati connessi al riciclaggio di denaro.
    3) allineare le norme dell'UE agli obblighi internazionali, in particolare quelli derivanti dalla Convenzione del Consiglio d'Europa sul riciclaggio, la ricerca, il sequestro e la confisca dei proventi di reato e sul finanziamento del terrorismo.
    4) rafforzamento della confisca che viene permessa anche in assenza di condanna definitiva dei proventi delle attività criminali in caso di morte dell'accusato per evitare che questi passino agli eredi.

    Adesso inizieranno i negoziati con Commissione e Consiglio per trasformare questo impegno in certezza".


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  • Turismo 2030: L'Italia una Repubblica fondata sulla Bellezza  

    di MoVimento 5 Stelle

    L?Italia è una Repubblica democratica fondata sulla Bellezza. Potrebbe essere questo, entro il 2030, il motto del turismo italiano grazie alla grande e diversificata capacità di attrazione del nostro Paese, se solo si riuscissero a superare alcuni ostacoli del sistema attuale. In primis una visione politica che non punti più alla distruzione del nostro splendido territorio con Grandi Opere inutili e industria fossile, ma che ne valorizzi lo splendido Paesaggio e le specificità, vero ?petrolio? del Belpaese, come previsto nel nostro Programma di Governo Turismo.

    Per tracciare una roadmap verso questo obiettivo abbiamo commissionato lo studio ?Turismo 2030?, realizzato con la collaborazione del professor Domenico De Masi, ed altri undici esperti, che secondo il metodo Delphi, hanno fornito il loro contributo senza essere a conoscenza dell?identità del Committente.

    La ricerca, che diventerà una pubblicazione, sarà al centro del dibattito del convegno che si terrà il prossimo 20 dicembre, dalle ore 9 a Milano.

    Da dove parte l?Italia per arrivare al ?Turismo 2030?? Ecco, in sintesi, la situazione fotografata dallo studio di De Masi. L?Italia è tra i dieci Paesi più visitati al mondo e la meta più desiderata nell'immaginario collettivo degli stranieri. In particolare, in base alla classifica stilata dal World Tourism Barometer (dati 2015), l?Italia si pone al quinto posto con quasi 51 milioni di arrivi dall'estero a cui vanno aggiunti gli oltre 58 milioni di italiani registrati dall?Istat che si sono spostati sul territorio nazionale, per un totale di 109 milioni di turisti. In totale le presenze sul nostro territorio sono state 393 milioni, di cui 193 stranieri e 200 italiani. Tra le città più visitate, Roma con circa 25 milioni di presenze, Milano (11,7 milioni), Venezia (19,2), Firenze (9,1), Torino (3,5) e Napoli (2,9).

    Quanto valgono questi flussi turistici per l?economia nazionale? Secondo il World Travel and Tourism Council, nel 2016, la nostra industria turistica vale 70,2 miliardi di euro (ovvero il 4,2% del Pil) che salgono a 172,8 miliardi di euro (il 10,3% del Pil), se si aggiunge anche tutto l'indotto. Dal punto di vista occupazionale i lavoratori del settore sono circa 2,7 milioni.

    C?è poi un dato particolarmente significativo: l?Italia, pur registrando un numero maggiore di arrivi, guadagna di meno rispetto ad altri Paesi meno visitati. Ad esempio nel 2015 l?Italia con quasi 51 milioni di turisti stranieri ha guadagnato 777 dollari per ogni turista, ben al di sotto del Regno Unito, che invece nello stesso anno ha guadagnato 1323 dollari per turista pur avendo registrato solo 34,4 milioni di turisti o della Germania, con 1054 dollari a turista con 35 milioni di turisti.

    Come siamo attrezzati con le strutture ricettive? Attualmente si contano oltre 2 milioni e 250 mila posti letto, di cui solo 827mila a quattro e cinque stelle, per l?offerta alberghiera e oltre 2,6 milioni di posti letto per quella extra-alberghiera, di cui la metà in campeggi e villaggi turistici.

    Nel 2030 il turismo mondiale interesserà 1,8 miliardi di persone, l?80% in più rispetto al miliardo di turisti del 2013, che hanno speso 1200 miliardi di dollari. La concorrenza tra i Paesi sarà sempre più spietata. Come riuscirà l?Italia a tenere testa agli altri concorrenti? Come cambieranno la domanda e l?offerta e le figure professionali del settore sotto la spinta della digitalizzazione, robotica e intelligenza artificiale? Quali le principali sfide che dobbiamo affrontare sin da ora? Quali le soluzioni per vincerle?

    Proveremo a rispondere a queste cruciali domande al convegno ?Turismo 2030? del prossimo 20 dicembre.

    Qui http://m5s.info/turismo2030 il form per prenotarvi


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  • Fake news Pd sui vitalizi: ecco tutta la verità  

    di Riccardo Fraccaro

    L?abolizione dei vitalizi giace in Senato e il Pd comincia a diffondere delle fake news. Facciamo chiarezza una volta per tutte sui privilegi dei parlamentari raccontando la verità su tutto ciò che è successo, partendo dal principio.

    - A settembre 2013 il M5S presenta una mozione contro le pensioni d?oro. IL PD VOTA CONTRO.
    - Nel 2014 il M5S presenta un ordine del giorno al bilancio della Camera sulle pensioni dei parlamentari. IL PD VOTA CONTRO.
    - Per tentare di salvare le apparenze, il 7 maggio del 2015 il Pd approva una delibera sui vitalizi agli ex parlamentari condannati. Il M5S si oppone perché si tratta di una truffa: viene revocato l?assegno solo a 10 parlamentari su oltre 1.500 e a molti di loro è già stato restituito con tanto di arretrati.
    - Il 20 maggio 2015, in sede di esame delle riforme costituzionali, il M5S presenta un emendamento per abolire i vitalizi. IL PD VOTA CONTRO.
    - Dopo aver bocciato le nostre proposte viene depositata la legge Richetti ma solo come operazione di facciata, infatti il Pd la tiene ferma nei cassetti.
    - Ad agosto 2015 il M5S propone ancora un ordine del giorno al bilancio della Camera sul ricalcolo dei vitalizi ma viene dichiarato INAMMISSIBILE.
    - Ad agosto del 2016 il M5S presenta due ordini del giorno al bilancio sui vitalizi dei parlamentari, chiedendo di applicare gli stessi parametri dei cittadini o almeno di introdurre un tetto agli importi. Entrambi vengono dichiarati INAMMISBILI.
    - Il 22 marzo 2017 il M5S presenta una delibera in Ufficio di Presidenza per applicare la legge Fornero ai parlamentari. IL PD VOTA CONTRO sostenendo che si debba votare in Aula, dove però non arriva nulla.
    - Il 2 aprile di fronte alle telecamere delle Iene il Pd promette di approvarla presto
    - Il 10 maggio il M5S propone di abbinare la proposta di legge Lombardi a quella Richetti. IL PD VOTA CONTRO.
    - Il M5S rinuncia alla quota riservata all?opposizione pur di far arrivare in Aula la legge Richetti.
    - Il 16 maggio si decide che la legge sarà esaminata in Aula il 31 maggio.
    - La legge invece slitta a data da destinarsi perché manca il parere della Ragioneria di Stato.
    - Il 17 luglio il M5S chiede ed ottiene un appuntamento presso la Ragioneria di Stato scoprendo che il parere non viene fornito perché, dopo 20 giorni dalla richiesta, il Parlamento non ha comunicato i dati necessari.
    - Rosato annuncia una proposta risolutiva che non arriva mai e si va in Aula senza il parere della Ragioneria. Il 26 luglio 2017 viene approvata la legge Richetti e va in Senato, dove resta arenata.
    - Il 3 agosto il M5S presenta di nuovo un ordine del giorno al bilancio della Camera sulle pensioni d?oro dei parlamentari ma viene dichiarato INAMMISSIBILE.
    - Il 15 settembre i parlamentari del M5S firmano un impegno formale di rinuncia.
    Il Pd ha fatto e sta facendo di tutto per non approvare l?abolizione definitiva dei vitalizi, ha solo preso in giro i cittadini. Ci penserà il MoVimento 5 Stelle quando sarà al Governo ad abolire tutti i privilegi.


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  • La lettera di Luigi Di Maio al direttore de Il Giornale Sallusti 

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    di Luigi Di Maio, pubblicato oggi su Il Giornale, pagina 8

    Caro direttore,

    innanzitutto la ringrazio per questo spazio sul suo giornale. Il motivo per cui le scrivo è perché sono rimasto sorpreso per come è stato raccontato il mio appello a tutte le forze politiche per portare a termine l'iter legislativo sulla proposta di legge sulle chiusure festive. I motivi sono tanti, il principale è il seguente: quella proposta di legge è stata votata dalla Camera dei Deputati senza nessun voto contrario. Nessuno ha votato contro. Il MoVimento 5 Stelle l'ha proposta e ha fatto convergere buona parte dell'arco costituzionale su una proposta di buon senso.

    Non si tratta di una proposta scriteriata, estremista o sragionata. Anzi! Tutte le forze politiche presenti in Aula ne hanno riconosciuto la bontà. E come potrebbe essere altrimenti? La proposta prevede che ci siano per tutti sei chiusure festive su dodici totali. Stiamo parlando per intenderci di festività che fanno parte della nostra tradizione: il Natale, Santo Stefano, Capodanno, Pasqua, Pasquetta e così via. E' un diritto di tutte le famiglie avere la possibilità di godersi in santa pace queste feste e personalmente trovo anche che sia un bel messaggio per tutti. Ci deve essere il tempo da dedicare ai valori e alle tradizioni familiari, soprattutto in questi tempi di incertezza.

    Lei, usando abilmente le parole, ha detto che "la scelta di lavorare o riposarsi nei giorni festivi è un diritto inalienabile del singolo". Io questo non lo metto in discussione. Metto in discussione il fatto che la legge di Monti che è in vigore attualmente non lascia scelta: devi lavorare a Natale anche se vuoi stare con i tuoi familiari. Questo non è liberalismo. Questo è lacrime e sangue. Mio padre è un imprenditore. Quante volte nei giorni di festa l'ho visto appartarsi per lavorare! Per rivedere i conti, per verificare le buste paga, per chiamare un fornitore in ritardo. Ma almeno era in casa con mia madre e i miei fratelli e poteva prendersi qualche ora per sbrigare i suoi affari e dedicare a noi il resto del tempo. Nessuno lo obbligava ad andarsene in azienda e passare la giornata lì, era il suo dovere conciliato con il piacere del calore familiare. Qui stiamo parlando di costringere delle madri, magari commesse in un grande centro commerciale, a stare 10 ore lontane dai figli a Natale.

    Qui stiamo parlando di costringere dei padri, magari titolari di un piccolo esercizio commerciale, a passare il Natale alla cassa perché altrimenti soccombe alla concorrenza del grande centro. Questo è folle, caro direttore. E io questa follia la voglio eliminare una volta per tutte, così come vogliono farlo tutte le forze politiche presenti in Parlamento e che si presentano alle politiche del 2018. Il senso del mio appello è che è insensato che una proposta di legge che ha ottenuta l'unanimità alla Camera venga bloccata al Senato per colpa delle pressioni delle lobby della grande distribuzione. Il Senato ha il dovere di mettere in discussione e votare quella legge. L'obbiettivo a tendere è far decidere, non allo Stato centrale come ha voluto Monti, ma agli enti locali e in base alle esigenze del territorio quando tenere chiuso e quando lasciare aperto. Sempre mantenendo fede al principio per cui le feste sono un diritto.
    Infine un passaggio sulla felicità.

    L'obbiettivo del nostro governo è garantire una vita di qualità. Sono d'accordo con lei che saremo più felici con meno leggi e meno vincoli. E' quello che sto raccontando in queste settimane agli imprenditori del nord: abbiamo un piano per l'abolizione di migliaia di leggi inutili e presto lanceremo anche un sito per raccogliere le proposte di cittadini e categorie che si chiamerà leggidaabolire.it. Il senso dell'iniziativa sarà proprio: "Meno leggi, più felicità" e visto che lei si interessa dell'argomento, attendo anche le sue proposte.


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  • Marlon Reis e la democrazia diretta in Brasile 

    di Davide Casaleggio e Enrica Sabatini, dal Brasile

    In questi giorni brasiliani abbiamo incontrato diverse persone. Una di queste ci ha colpito molto: si chiama Márlon Reis ed è un ex magistrato. Negli scorsi anni è stato protagonista di una campagna nata dal basso molto simile a quelle che abbiamo conosciuto in Italia. Reis è stato infatti il principale promotore della proposta di legge di iniziativa popolare ?ficha limpa?, ovvero fedina penale pulita per chi si candida e che poi è stata approvata da Parlamento. Negli anni in cui in Brasile raccoglievano le firme per ficha limpa, il MoVimento 5 stelle faceva lo stesso in Italia per ?Parlamento pulito?. Oggi il suo movimento chiamato ?Mudamos? (?Cambiamo?) utilizza strumenti di partecipazione online per promuovere iniziative in Rete. Così con Reis abbiamo parlato di come le spinte popolari in tutto il mondo nascono da esigenze simili e trovano uno spazio politico grazie a strumenti di partecipazione che partono dal web. Ascoltate la nostra intervista-racconto.

    Davide Casaleggio: Questo video è per l'Italia, per far capire agli italiani cosa è successo in Brasile. Prima abbiamo discusso che nel 2007 in Brasile, hai presentato una legge fatta dai cittadini con con quasi 2 milioni di firme per un Parlamento pulito e si è riuscito a gestire e a far approvare la legge in 36 giorni.

    Marlon Reis: La proposta di legge di iniziativa popolare, ?ficha limba?, che tradotto in inglese significa ?incensurati?. Abbiamo ottenuto quasi 2 milioni di firme, con 2 anni di mobilitazione sociale attraverso il paese, ma il Parlamento ha ricevuto con molta energia, l?energia della strada, l?energia di questa mobilitazione che abbiamo avuto l'opportunità di condurre. E' stato un grande momento per noi qui in Brasile, è stato veramente un momento di energia sociale, c?era tantissima energia sociale anche in parlamento per cercare di far approvare quella legge e alla fine abbiamo avuto successo.

    D.C.: Congratulazioni, e cosa è successo dopo che la legge è stata approvata? Cosa è successo alle persone che lavorano in Parlamento?

    M.R.: Beh, più o meno 1500 politici non hanno ottenuto la registrazione come candidati dal 2010, l'anno in cui la legge è stata finalmente approvata, ma per me la questione principale è l'ambiente neutro che abbiamo aperto con questo movimento, perché non è solo una questione di cambiare una la legge, ma è l'introduzione di una nuova discussione politica in Brasile. Fino a quel momento la biografia dei candidati non è mai stata sufficientemente esplorata dal movimento ma adesso abbiamo un nuovo ambiente elettorale, dove le persone possono parlare del passato personale e della biografia dei candidati.

    D.C.: Da quando la legge è stata approva ad oggi quanti parlamentari ha sono passati al livello successivo?

    M.R.: Parlando al livello federale non molti, forse 20 parlamentari federali non sono tornati in parlamento a causa dell?approvazione di questa stessa legge.

    D.C.: Prima mi dicevi che eri un giudice, perché hai deciso di non esserlo più?

    M.R.: A causa della libertà, specialmente la libertà di parola. Penso che il mio tempo nella magistratura sia finito. Ora voglio perseguire diversi obiettivi nella mia vita, penso che il prossimo anno mi presenterò come un candidato nel mio stato.

    D.C.: Quindi all'interno di Mudamos! Come ti presenterai?

    M.R.: No Mudamos è legato solo alla proposta di legge di iniziativa. Voglio presentarmi come un comune candidato e cercare di convincere la gente a votare per me come governatore dello stato di Tocantis, uno dei luoghi più belli del mondo.

    D.C.: Complimenti! Prima parlavi di come l'uso dei social media abbia permesso a Modamos e alla tua iniziativa personale di entrare in contatto con la popolazione. Quanto hanno fatto i social media e quanto la rete ti ha aiutato per arrivare ai tuoi obiettivi?

    M.R.: Stai parlando del passato?

    D.C.: Sì!

    M.R.: È stato molto importante l'uso della rete per la mobilitazione, abbiamo avuto un incredibile supporto delle persone comuni che hanno pressato il Parlamento per avere una risposta al nostro movimento iniziale. Il sostegno delle persone che hanno utilizzano i social network è stato molto necessario e importante per i risultati che abbiamo ottenuto.

    D.C.: E i mass media vi hanno aiutano durante la vostra battaglia?

    M.R.: Sì, ma solo...

    D.C.: Dopo il successo?

    M.R.: Sì, dopo la conquista dell'opinione pubblica, i mass media sono venuti a parlare con noi. Ma solo in un secondo momento, non inizialmente.

    D.C.: Ok. Questo accade spesso anche in Italia. Prima parlavi di come questa struttura di Mudamos sia una struttura aperta così da permettere alle persone di collaborare, ma non c'è nessun controllo diretto su come le persone stanno contribuendo. E mi parlavi anche della tua protezione personale, che hai avuto bisogno di andare in giro con una giacca antiproiettile. Questo è un grosso problema e come Mudamos ha resistito a questi tipi di attacchi?

    M.R.: Stiamo cercando di creare una nuova tecnologia sociale. Troveremo un sacco di nuovi problemi e circostanze che cercheremo di risolvere. Penso che la tecnologia ha un ambiente per la democrazia e una protezione che non avevamo in passato. Nell'esempio che hai fatto ho dovuto proteggermi perché sono minacciato a causa del mio comportamento personale e penso che utilizzando la tecnologia le persone possono essere protette in modo più efficiente in questo tipo di circostanze.

    D.C.: Allora quale sarà il futuro di Mudamos?

    M.R.: Spero che in pochi anni ci siano milioni e milioni di utenti che utilizzeranno Mudamos. Come un ambiente per l'esercizio della democrazia, come azione giornaliera o oraria. Controllare un nuovo progetto di legge una nuova proposta e decidere ?WOW questa è un'idea che approvo? e poi con un solo gesto per firmarla, cosi in un secondo con la firma digitale. Penso che sia assolutamente possibile, e questo è quello che voglio in futuro per Mudamos.

    D.C.: Grandioso, ti ringrazio molto e che spero saremo in grado di aiutarvi con Rousseau o con altre strutture che metteremo su.

    M.R.: Sarebbe fantastico! Grazie!


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